Nudo di donna EGON SCHIELE















domenica 27 febbraio 2011

INCONTRO CON RAFFAELE LICINIO AUTORE DI: CASTELLI MEDIEVALI. PUGLIA E BASILICATA: DAI NORMANNI A FEDERICO II E CARLO I D’ANGIO’.






Mercoledì 2 marzo 2011, alle ore 18.00, presso l’Ala Nord di Palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti presenterò il volume CASTELLI MEDIEVALI. PUGLIA E BASILICATA: DAI NORMANNI A FEDERICO II E CARLO I D’ANGIO’. (Edizioni Caratteri Mobili 2010).





Ripercorreremo insieme all’autore Raffaele Licinio, professore ordinario di Storia Medievale presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, le fasi dell'incastellamento che hanno interessato il Mezzogiorno durante il basso Medioevo in una prospettiva internazionale. Un fenomeno in progress ante litteram che ha coinvolto un territorio sfaccettato dall'interculturalità.



Un volume che offre spunti di riflessione alla luce dell’attuale dibattito sul valore dell’integrazione, sull’idea di territorio, con le sue questioni geopolitiche, economiche e burocratiche, in un’ Italia in forte perdita di identità.

Castelli Medievali. Puglia e Basilicata: dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò (edizioni Caratteri Mobili) è il primo volume di una collana intitolata Questioni di Storia diretta da Raffaele Licinio e Francesco Violante con l’autorevole presentazione di Giosuè Musca. Un volume di ricerca storica sul sistema castellare che ha interessato l’Italia meridionale durante il basso Medioevo che vuole recuperare la dimensione storica degli eventi dal luogo comune di una fallace mitologia castellare.



La storia degli incastellamenti è la testimonianza dello svolgersi progressivo del divenire storico nel quale si assiste ad un cambiamento culturale e politico che caratterizza la struttura di una nuova società. Gli incastellamenti sono il simbolo di un valore antropologico che racchiude un pensiero economico, politico e religioso. Un sistema di potere nel quale si innesta lo sviluppo di una identità che si costruisce su un sistema feudale e sul crescente potere di una chiesa con clero latino. L’incastellamento del Mezzogiorno bassomedievale svolge un ruolo di controllo strategico e politico del territorio, una vera e propria forma di governo e di gestione delle società feudali fortemente centralizzata. Un luogo plurifunzionale dove le esigenze difensive si uniscono a quelle di popolamento e di sfruttamento agricolo. La funzione militare dell’incastellamento difende l’economia agricola del territorio, “La securitatis quies" è fattore di forte accelerazione del “facere castella”.



Ma quando e perché nascono i castelli e chi erano i castellani? Esisteva una vera e propria burocrazia castellare? L’incastellamento viene storicamente associato alla crisi della dominazione bizantina e alla conseguente dominazione normanna. Con Ruggero II che riunisce in unico regno tutte le conquiste normanne dell’Italia meridionale, l’incastellamento diventa un sistema di controllo politico e di rafforzamento della monarchia che, con Federico II, sarà lo strumento di un potere fortemente centralizzato. L’incastellamento è un processo che nasce con finalità militari e difensive ma che rappresenta un fenomeno di organizzazione del territorio, di gestione del suo popolamento e della sua colonizzazione agricola La logica dell’incastellamento bizantino rispondeva ad esigenze di difesa e di valorizzazione produttiva delle terre e del loro popolamento. Con l’incastellamento normanno si afferma l’idea di un potere accentratore antiurbano che reprimerà le spinte autonomistiche delle città. Su questa linea, continuerà l’incastellamento svevo di cui Castel Del Monte rappresenta il simbolo di questa ideologia di potere. Gli angioini con Carlo I e Carlo II manterranno la tradizione normanno sveva e rafforzeranno le strutture castellari sul piano difensivo. Il Regno angioino sarà uno Stato feudale che struttura con minore rigore i rapporti tra potere centrale e governi periferici, tra il sovrano e i baroni ultramontani che vogliono fare dei propri feudi un territorio riservato. Il potere centrale di Federico II si trasformerà in una monarchia feudale e sarà smembrato tra i baroni francesi che costruiranno nei propri feudi altre fortificazioni potenziando il sistema castellare difensivo.

Scritto da Antonella Colaninno



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