Nudo di donna EGON SCHIELE















martedì 27 settembre 2011

MEET DESIGN IL MADE IN ITALY AI MERCATI DI TRAIANO






Tra gli eventi di Roma Capitale Meet Design rappresenta sicuramente una vetrina interessante nella quale il design si racconta attraverso l’evoluzione del costume, dagli anni della ripresa economica sino ai nostri giorni. L’iniziativa, promossa dal Gruppo RCS (Rizzoli Corriere della Sera), festeggia i 150 anni dell’Unità d’Italia e ripercorre la storia del design italiano con un occhio rivolto anche alle nuove generazioni di creativi dell’industria. I Mercati di Traiano ospiteranno gli oltre 300 pezzi storici di designers italiani e delle industrie che li hanno resi unici sul mercato. Un’architettura tra le più suggestive, pensata da Domiziano e ripresa da Traiano, si colora di forme e materiali moderni. La Roma antica accoglie la creatività contemporanea negli spazi interni e nelle zone esterne dei Mercati che ospitano l’installazione creata con le poltrone Nemo di Fabio Novembre per Driade e la lampada Tolomeo XXL. Tra gli oggetti in mostra l’Ipotenusa, la storica lampada da tavolo di Castiglioni e la poltrona Crinoline di B&B Italia, disegnata da Patricia Urquiola, in alluminio e polietilene. Stili differenti a confronto raccontano le abitudini e il pensiero degli italiani attraverso specchi, lampade, sedie, posate, vasi, poltrone e persino sanitari. Modi diversi di intendere il relax danno spazio ad una carrellata di poltrone in vari materiali e colori, tra queste la Barcelona di Ludwig Mies Van der Rohe, ideata per il Padiglione tedesco all’Expo del 1929, la Ghost, in cristallo, di Cini Boeri, prodotta da Fiam, la Sacco (1969) di Zanotta, disegnata da Gatti, Paolini e Teodoro e la Red&blue di Thomas G. Rietveld by Cassina.

Dopo la tappa romana, Meet Design sarà a Torino dal 5 novembre al 25 gennaio 2012, e farà tappa al Beijng Design Week di Pechino.


Scritto da Antonella Colaninno
Mostra visitata il 15 settembre

sabato 17 settembre 2011

BEAUTY WITHIN THE BANAL SYBILLE KROOS




Una impercettibile tensione emotiva sfiora la banalità del mondo disincantato di Sybille Kroos. Oggetti e personaggi appaiono nell’invisibile grandezza di una bellezza sommersa nella quotidianità. Un colore deciso che non ostenta ma che ripiega su se stesso la volontà di comunicare oltre il segno. Un espressionismo dai toni soft che sembra attingere dal linguaggio della Pop Art ma che in fondo raccoglie la leggerezza di Matisse e la forza comunicativa dei Fauves. La pittura della Kroos sa sedurre con la prorompente femminilità di un'immagine erotica che non coglie le mezze misure, che esalta forme e colori e affina la percezione di una comunicazione diretta ma allo stesso tempo intima e delicata. La semplicità è ciò che personalizza lo stile di questa artista tedesca, nata a Bottrop (1965). Atmosfere spensierate ci fanno tornare alla mente la magia e il garbo di alcune narrazioni pubblicitarie dagli anni ’50 e dei controversi slogan degli anni ’70. Immagini che come tasselli di una pellicola, scorrono nell’immaginario voyeuristico di chi osserva e sa cogliere il valore di una gestualità che, come un fermo immagine, blocca un’espressione o un oggetto che così si sublima nella sua apparente insignificanza.

Scritto da Antonella Colaninno
In permanenza fino al 20 ottobre presso la galleria Muratcentoventidue di Bari.

mercoledì 14 settembre 2011

LA REGGIA GALLEGGIANTE TORNERA’ A NUOVO SPLENDORE


Un’altra notizia incoraggiante per il patrimonio storico artistico italiano.
Ludovico Passerin d’Entreves, presidente della Consulta per i Beni Artistici e Culturali di Torino, annuncia che "[…] l’imbarcazione di gala sarà restaurata presso il centro di Conservazione e Restauro di Venaria per essere restituita alla fruibilità pubblica.” Si tratta dell’ultimo bucintoro settecentesco rimasto al mondo,di proprietà del Museo Civico di Arte Antica di Palazzo Madama., che nel 1734 accompagnò il re d’Italia nel suo primo viaggio fluviale per poi essere donato da Vittorio Emanuele III alla città di Torino nel 1873. “La reggia galleggiante”, così era definita per il suo splendore, questa imbarcazione di 6 tonnellate lunga 16 metri fatta costruire da Matteo Calderoni su commissione di Carlo Emanuele III per celebrare i matrimoni sull’acqua dei reali. Si racconta che per la sua inaugurazione impiegò un anno di navigazione per raggiungere dai cantieri di Venezia l’imbarcadero del Valentino.
La Repubblica di Torino informa che, dalle prime luci dell’alba di oggi, mercoledì 14 settembre, l’imbarcazione lascerà il laboratorio di restauro della famiglia Nicola di Aramengo nell’astigiano e, scortato dalla polizia stradale su una strada di collina chiusa al traffico, raggiungerà nel pomeriggio Venaria.
Una iniziativa che, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia, ci restituisce un pezzo di storia.

Scritto da Antonella Colaninno.