Pubblicato da Antonella Colaninno
martedì 23 ottobre 2012
VERMEER IL SECOLO D'ORO DELL'ARTE OLANDESE
Pubblicato da Antonella Colaninno
martedì 16 ottobre 2012
MEDITERRANEA DI PEDRO CANO
Tra i luoghi di Mediterranea c’è anche Venezia. Pedro Cano preferisce identificare la città con le “vigole” o “poline”e ricordarla attraverso la luce dei dipinti di Turner. Patmo è l’isola greca dove fu esiliato San Giovanni che in questi luoghi fu ispirato per la sua Apocalisse. Cano traduce le sensazioni del suo viaggio nell'isola nei delicati acquerelli con le corone di frutta e fiori secchi che venivano preparate il 1 maggio e lasciate appese all’esterno come simbolo augurale. Le corone sono dedicate alla natura che offre gli elementi di cui sono composte ma ne stabilisce anche la fine; le ghirlande infatti vengono lasciate all’esterno e qui si deteriorano nel tempo per intervento degli agenti atmosferici. Sono realizzate in ulivo, grano e uva, simboli del cristianesimo, ma anche con le rose, simbolo di bellezza e di amore, e con un tipo di lavanda che emana un profumo intenso e fiorisce il giorno di San Giovanni (viene utilizzata per la lavanda dei piedi). Alessandria d’Egitto è ricordata nei grandi acquerelli dei libri che hanno fatto la fortuna della sua Biblioteca e del suo fondatore Alessandro Magno. Ad Alessandria visse il poeta Kavafis e Pedro Cano la ricorda anche per il suo famoso caffè Pastroudis che era frequentato dallo scrittore Lawrence Durrell.
Il viaggio di Mediterranea continua attraverso la Sicilia famosa per i i suoi profumi e per la cultura greca, passando per la Spagna di Cartagena, per la città di Split con il famoso palazzo fatto costruire da Diocleziano, per l’isola di Maiorca e i giardini della certosa di Valldemossa dove nel 1838 soggiornò Chopin con la sua compagna, la scrttrice George Sand.
"Pedro Cano nasce nell’agosto del 1944 a Blanca, una piccola cittadina della provincia spagnola di Murcia; inizia a dipingere dall’età di 10 anni come autodidatta. Ha studiato prima all’Accademia San Fernando di Madrid e successivamente all’Accademia delle Belle Arti spagnola di Roma. Ha vissuto in Spagna, America Latina e Stati Uniti; oggi risiede ad Anguillara, una piccola cittadina a 30 chilometri da Roma, di cui è stato nominato cittadino onorario. Ha esposto in tutto il mondo, curando anche le scenografie di alcuni allestimenti teatrali fra i quali “Le Memorie di Adriano” di M.Yorcenaur con la regia di Maurizio Scaparro. E’ membro dell’Accademia Real di Belle Arti di Santa Maria Arrixaca ed è stato insignito dal re Juan Carlos dell’Encomienda de l’Orden de Isabella Cattolica. Ha esposto in alcune tra le più grandi città del mondo, da Madrid a Beirut, a Lisbona, Amsterdam, Parigi, New York, Toronto, Bogotà, Salisburgo."
lunedì 15 ottobre 2012
GIUSEPPE DE NITTIS NOTES ET SOUVENIRS DIARIO 1870 – 1884
Un piccolo scorcio letterario sulla vita di un grande artista con un andamento romanzato dei fatti che nulla ha o quasi, della didascalica cronologia di un diario.
De Nittis annota nel diario anche le frequentazioni della famiglia con la celebre ballerina Maria Taglioni (contessa Gilbert des Volsins) figlia del coreografo Filippo Taglioni, che andava a far visita ai coniugi de Nittis. L’artista la ricorda come una donna fine e discreta, “dal viso sereno, senza rughe, dolcissimo […]”
martedì 2 ottobre 2012
XIII MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA COMMON GROUND
Uno sguardo alla natura e ai suoi possibili interventi di riqualificazione urbana e di un nuovo modello urbanistico per la capitale Luanda è BEYOND ENTROPY del Padiglione Angola che sottolinea la necessità di fonti di energia per queste zone ad alta densità di popolazione. Attraverso un’installazione a grandezza naturale di pianta di canna si creano percorsi di verde e modelli di energie alternative per ridisegnare gli spazi pubblici.
domenica 30 settembre 2012
MUSEO DELLA FARMACIA MAZZOLINI GIUSEPPUCCI
“OMNIA IN PONDERE ET MENSURA.” Galileo
Viaggiare è un’esperienza sempre ricca di sorprese che lascia alla casualità degli incontri l'emozione di eventi inaspettati. Si ammirano bei paesaggi e monumenti imponenti, ma anche piccoli luoghi, così piccoli da poter contenere solo poche decine di persone. Questo accade nella farmacia Mazzolini – Giuseppucci di Fabriano, un luogo che forse alcuni di voi conosceranno, un piccolo vano dove le ceramiche fiorentine Ginori della collezione Ermogaste Mazzolini si mostrano ai visitatori esposte nelle vetrine dei mobili, tra i decori e gli intarsi lignei realizzati dall’artista perugino Adolfo Ricci. Una piccola enciclopedia incisa nel legno racconta, attraverso i personaggi e gli strumenti da lavoro, la storia “delle scoperte fisiche, chimiche e mediche che durante l’Ottocento, migliorarono la vita degli uomini […].” Unico in Italia, il piccolo museo documenta il progresso della scienza nel plasticismo delle forme scolpite nel legno realizzate tra il 1896 ed il 1899. Ritratti di scienziati e farmacisti si affiancano a quelli di nuovi macchinari e di putti che stringono tra le dita “la riproduzione della prima lastra radiografica realizzata nella storia”. “Lo spirito delle sue rappresentazioni fa di questo luogo un contraltare laico in una cittadina di provincia come Fabriano, da sempre soggetta al potere papale.” Sul soffitto con le volte a crociera dieci tondi scolpiti a bassorilievo ospitano i ritratti di celebri medici e farmacisti, con l’intento di esaltare la figura professionale del farmacista, non ancora riconosciuta a quei tempi, in un corso di laurea indipendente dalla facoltà di Chimica e Medicina.
Il signor Ermogaste non era solo un buon conoscitore del proprio lavoro, amante delle scienze e delle arti, ma fu anche un militante nella vita politica e culturale della città. Tra il 1895 ed il 1896 decise di rinnovare gli ambienti della farmacia e affidò ad Adolfo Ricci, che dal 1892 a Fabriano ricopriva la cattedra d’intaglio nella Scuola Professionale d’Arti e Mestieri, “la decorazione degli arredi”, del bancone, del soffitto e delle pareti. La farmacia con il suo stile neogotico, fu luogo non solo di cura ma anche di riunioni di intellettuali laici, politici e di massoni.
La farmacia dei Mazzolini era provvista anche di un laboratorio galenico per la preparazione dei farmaci. Ermogaste e la sua famiglia porteranno avanti l’attività fino al 1932, anno in cui la farmacia sarà ceduta alla gestione alterna di diverse famiglie fino alla definitiva acquisizione dei Giuseppucci nel 1954 . Qui i nuovi proprietari si occuperanno della vendita e della preparazione dei farmaci sino al 1982, quando lasceranno la sede pur continuando a mantenere la proprietà. Solo nel 2010 la farmacia Mazzolini – Giuseppucci è stata riaperta al pubblico come “museo di se stessa”.
Scritto da Antonella Colaninno
giovedì 13 settembre 2012
LE STANZE DEL VETRO CARLO SCARPA VENINI 1932-1947


lunedì 10 settembre 2012
QUALI PROSPETTIVE PER IL MERCATO DELL’ARTE INVESTIRE IN TEMPO DI CRISI


GIORGIO MORANDI
E’ sempre più difficile parlare di investimenti in un momento così delicato come quello attuale, soprattutto quando ad investire sono i collezionisti. Secondo le statistiche elaborate da Nomisma sui dati rilevati dal Giornale dell’Arte e da ArtEconomy24, il fatturato delle sette case d’asta italiane più importanti sarebbe sceso del 2,0%, mentre il numero delle aste si sarebbe ridotto ad una percentuale del -8,6%. Dalle 76 aste del 2010 si è passati alle 70 del 2011, così come il fatturato è sceso da 117,63 milioni di euro del 2010, ai 115,19 milioni di euro del 2011. La maggiore percentuale di vendite spetta a Christie’s italia seguita dalla Meeting Art, dalla Farsettiarte, dalla Sotheby’s Italia, dalla Porro, dalla Pandolfini ed infine, dalla Wannanes nonostante si prevedono licenziamenti per le filiali italiane di Sotheby’s e Christie’s mentre risale allo scorso marzo la notizia del fallimento di Finarte per un buco di 11 milioni di euro. Sempre secondo le statistiche rilevate dal Nomisma risulta che il giro d’affari complessivo dell’arte in Italia ammonta a quasi 1,4 miliardi di euro di cui il 43% riguarderebbe l’arte moderna e contemporanea, con una posizione di vantaggio del contemporaneo sull’arte moderna. C’è da dire però, che le scelte sul mercato internazionale privilegiano l’investimento in arte a quello in azioni e che il settore contemporaneo tiene eccezionalmente il passo alla leadership dell’oro. Per quanto riguarda le scelte del collezionista si assiste ad un ridimensionamento di gusto e di valore di mercato rispetto ad artisti come Jeff Koons, Damien Hirst, Takashi Murakami e Richard Prince che avevano raggiunto quotazioni vertiginose solo fino a qualche anno fa. Secondo quanto sostiene ARTEFIERA ART FIRST, fiera internazionale di arte contemporanea di Bologna svoltasi dal 27 al 30 gennaio (la più importante mostra-mercato italiana di arte moderna e contemporanea e tra le più accreditate in Europa), la scena italiana ha visto affermarsi artisti come Domenico Gnoli. “Busto femminile di dorso” è stato acquistato in ottobre da Christie’s a Londra alla cifra record di 2,3 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) superando le 500/700 mila sterline previste. Sempre in ottobre a Londra sono state battute all’asta le opere degli artisti italiani del dopoguerra. Una "Combustione di legno” (1957) di Alberto Burri ha raggiunto la cifra di 3,1 milioni di sterline (4,8 milioni di euro), mentre un “Achrome” di Piero Manzoni è stato aggiudicato a 3,2 milioni di sterline (4,9 milioni di euro). Stabile Lucio Fontana (i cui “Tagli”si aggirano tra 1,4 e 1,2 milioni di euro) ed Enrico Castellani; un “Senza titolo” (1963) proveniente dal North Carolina Museum of Art è stato venduto a Milano da Christie’s per 227 mila euro, mentre una "Superficie bianca" del 1967 ha sfiorato la cifra di 504 mila euro. Si rivaluta anche l’Arte Povera con Michelangelo Pistoletto che in ottobre da Sotheby’s a Londra è stato battuto per 553 mila sterline (850 mila euro) mentre l'opera Piede di Luciano Fabro ha raggiunto la cifra di 277 mila sterline (425 mila euro). I collezionisti americani preferiscono investire su Marino Marini, mentre Giorgio Morandi e Giorgio De Chirico restano i nomi italiani più apprezzati sul mercato internazionale. Una "Natura morta" (1941) di Morandi è stata battuta da Christie’s a Londra a 541 mila sterline (830 mila euro). Per la scultura, le opere di Luigi Ontani sono state aggiudicate lo scorso aprile da Sotheby’s a Milano tra 44 e 46 mila euro. Arte Povera e Transavanguardia, interessante vetrina a Bologna per collezionisti ed estimatori, si pongono all’attenzione nelle aste pubbliche internazionali. Per la Transavanguardia si resta nei limiti del buon investimento con una quotazione di mercato che oscilla tra i 50 e i 200 mila euro. Per un investimento ancora più conveniente, tra i 10 e i 60 mila euro, c’è quello sugli artisti della Pittura Analitica degli anni ’70 e della Nuova Scuola Romana degli anni Ottanta a cifre comprese tra i 5 ed i 20 mila euro. Un'ottima occasione di investimento resta l'arte italiana della prima metà del Novecento dove è possibile fare buoni affari. Il dipinto "Quattro donne" (1938) di Massimo Campigli è stato aggiudicato per 290 mila euro in un'asta di Christie's a Milano lo scorso novembre.
Fonti: Nomisma - ArteFiera ArtFirst
Scritto da Antonella Colaninno

























